Versos Italian Guido delle Colonne Ancor che l'aigua per lo foco lassi

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Ancor che l'aigua per lo foco lassi

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Ancor che l’aigua per lo foco lassi la sua grande freddura non cangeria natura s’alcun vasello in mezzo non vi stassi; anzi averria senza lunga dimura che lo foco astutassi, o che l’aigua seccassi; ma per lo mezzo l’uno e l’autra dura. Cusì, gentil criatura, in me à mostrato Amore l’ardente suo valore: che senza Amore er’aigua fredda e ghiaccia, ma Amor m’à sì allumato di foco che m’abraccia, ch’eo fora consumato, se voi, donna sovrana, non fustici mezzana infra l’Amore e meve, ca fa lo foco nascere di neve.

Immagine di neve si pò diri omo che no à sentore d’amoroso calore: ancor sia vivo, non si sa sbaudiri. Amore è uno spirito d’ardore, che non si pò vediri, ma sol per li sospiri si fa sentire in quello ch’è amadore. Cusì, donna d’aunore, lo meo gran sospirare vi por[r]ia certa fare de l’amorosa flamma, und’eo so involto; e non so com’eo duro, sì m’ave preso e tolto; ma parm’ esser siguro che molti altri amanti, per amor tutti quanti, funo perduti a morti, che non amaro quant’eo, nè sì forti.

Eo v’amo tanto, che mille fiate in un’or mi s’arranca lo spirito che manca, pensando, donna, la vostra beltate. E lo disio c’ò lo cor m’abranca, crescemi volontate, mettemi ’n tempestate ogni penseri, chè mai non si stanca. O colorita e blanca gioia, de lo meo bene speranza mi mantene; e s’eo languisco non posso morire, ca, mentre viva sete, eo non por[r]ia fallire, ancor che fame e sete lo corpo meo tormenti; ma, sol ch’eo tegna menti vostra gaia persona, obbrio la morte, tal forza mi dona.

Eo non credo sia quel[lo] ch’avia, lo spirito che porto, ched eo fora già morto, tant’ò passato male tuttavia; lo spirito chi aggio, und’eo mi sporto, credo lo vostro sia, che nel meo petto stia e abiti con meco in gioi e diporto. Or mi son bene accorto, quando da voi mi venni, che, quando mente tenni vostro amoroso viso netto e chiaro, li vostri occhi piagenti allora m’addobraro, che mi tennero menti e diedermi nascoso uno spirto amoroso, ch’assai mi fa più amare che no[n] amò null’altro, ciò mi pare.

La calamita, contano i saccenti che trar[r]e non por[r]ia lo ferro per maestria, se no che l’aire in mezzo lu consenti; ancor che calamita petra sia, l’altre petre neenti non son cusì potenti a traier, perchè non n’àno bailìa. Così, madonna mia, l’Amor s’è apperceputo che non m’avria potuto traer a sè, se non fusse per vui. E sì son donne assai, m’àno nulla per cui eo mi movesse mai, se non per voi, piagente, in cui è fermamente la forza e la vertuti. Addonque prego l’Amor che m’aiuti.