Italian poem
Gioiosamente canto (Lucas)
GIOIOSAMENTE canto, E vivo in allegranza, Chè per la vostra amanza, Madonna, gran gio’ sento: S’eo travagliai cotanto, Or aggio riposanza, Ben aggia disianza Che viene a compimento; Che tutto mal talento — torna in gioi’ Quandunque l’allegranza vien di poi. Ond’io m’allegro di grande ardimento; Un giorno viene che val più di cento. Ben passa rosa e fiore La vostra fresca cera, Lucente più che spera; E la bocca aulitusa Più rende aulente aulore Che non fa una fera Ch’ha nome la pantera, Che in India nasce ed usa. Sovr’ogn’altra amorusa — mi parete Fontana, che m’ha tolta ognunque sete; Perch’io son vostro più leale e fino, Che non è al suo signore l’Assassino. Come fontana piena Che spande tutta quanta, Così lo mio cor canta; Sì fortemente abbonda De la gran gioi’, che mena Per voi, madonna, tanta, Che certamente è tanta, Non ha dove s’asconda; E più che augello in frondo — son gioioso. E bene posso cantare più amoroso Che non cantar giammai null’altro amante Uso di ben amare, o trapassante. Ben mi deggio allegrare D’Amor, che ’mprimamente Ristrinse la mia mente D’amar voi, donna fina. Ma più deggio laudare Voi, donna conoscente, Donde lo mio cor sente La gio’ che mai non fina. Chè se tutta Messina — fosse mia, Senza voi, donna, niente mi saria. Quando con voi a sol mi sto, avvenente, Ogn’altra gioi’ mi par che sia niente. La vostra gran beltate M’ha fatto, donna, amare; E lo vostro ben fare M’ha fatto cantadore. Che s’io canto la state Quando lo fior appare, Non poría ubriare Di cantare — al freddore. Così mi tene Amore — ’l cor giulente, Chè voi siete la mia donna valente. Sollazzo e gioco mai non vene mino: Così v’adoro, come servo, e ’nchino.