Versos Italian Guido Gozzano Elogio degli amori ancillari

Italian poem

Elogio degli amori ancillari

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Allor che viene con novelle sue, ghermir mi piace l’agile fantesca che secretaria antica è fra noi due.

M’accende il riso della bocca fresca, l’attesa vana, il motto arguto, l’ora, e il profumo d’istoria boccaccesca....

Ella m’irride, si dibatte, implora, invoca il nome della sua padrona: «Ah! Che vergogna! Povera Signora!

Ah! Povera Signora!...» E s’abbandona.

Gaie figure di decamerone le cameriste dan, senza tormento, più sana voluttà che le padrone.

Non la scaltrezza del martirio lento, non da morbosità polsi riarsi, e non il tedioso sentimento

che fa le notti lunghe e i sonni scarsi, non dopo voluttà l’anima triste: ma un più sereno e maschio sollazzarsi.

Lodo l’amore delle cameriste!

Also available with a spoken translation into English in the reader.