Italian poem
Ch'eo cor avesse, mi potea laudare
Listen in the readerWatch the reading
Ch’eo cor avesse, mi potea laudare avante che di voi foss’ amoroso, ed or è fatto, per tropp’ adastare di voi e di me, feìo ed argoglioso:
ché subit’ore me fa isvariare di ghiaccio in foco e d’ardente geloso; tanto m’angoscia ’l prefondo pensare che sembro vivo e morte v’ho nascoso.
Nascosa morte porto in mia possanza, e tale nimistate aggio col core che sempre di battaglia me menaccia;
e chi ne vol aver ferma certanza riguardimi, se sa legger d’amore, ch’i’ porto morte scritta ne la faccia.
Also available with a spoken translation into English in the reader.