Italian poem
Con gran disio pensando lungamente
Con gran disio pensando lungamente Amor che cosa sia, e d’onde e come prende movimento, diliberar mi pare infra la mente per una cotal via, che per tre cose sente compimento, ancorch’è fallimento volendo ragionare di così grande affare; ma scusami che eo sì fortemente sento li suoi tormente, - ond’eo mi dogli E’ par che da verace piacimento lo fino amor discenda guardando quel ch’al cor torni piacente; ché poi ch’om guarda cosa di talento, al cor pensieri abenda, e cresce eon disio immantenente; e poi dirittamente fiorisce e mena frutto; però mi sento isdutto, l’amor crescendo fiori e foglie ha messe e vèn la messe - e ’l frutto non ricoglio. Di ciò prender dolore deve e pianto lo core inamorato, e lamentar di gran disaventura, però che nulla cosa a l’omo è tanto gravoso riputato, che sostenere affanno e gran tortura, servendo per calura d’essere meritato; e poi lo su’pensato non ha compita la sua disianza, e per pietanza - trova pur orgoglio. Orgoglio mi mostrate, donna fina, ed eo pietanza chero a vo’, cui tutte cose, al meo parvente, dimorano a piacere. A vo’ s’inchina vostro servente, e spero ristauro aver da vo’, donna valente; ché avvene spessamente che ’l bon servire a grato non é meritato. Allotta ch ’l servente aspetta bene, tempo rivene - che merta ogni scoglio.