Italian poem
Sonetto
by Ippolito Pindemonte (1753–1828)
Chi vide il sen nascente, e il giovinetto Omero, e la non bene ancor fiorita Faccia pensosa sull’alato insetto, Che il vol dell’immortali alme ci addita;
Vo’, dice, riveder sì caro oggetto, Quando più rigogliosa e calda vita Scorra nel fianco pien, nel colmo petto. Così vera gli par la Dea scolpita!
Ed Amor batte intorno ad essa i vanni, Lieto nel vagheggiar nel nascer loro Le cagion dolci dei suoi lunghi affanni.
Casto, come l’immago, e il gran lavoro: Nè di Pericle, e Augusto invidia gli anni Il Secol nostro, che per esso è d’oro.