Versos Italian Jacopo Sannazaro Se mai per meraviglia alzando il viso

Italian poem

Se mai per meraviglia alzando il viso

by (1457–1530)

Listen in the reader

Se mai per meraviglia alzando il viso al chiaro ciel, pensasti, o cieca gente, a quel vero Signor del paradiso, e se vedendo il sol da l’orïente venir di rai vestito, e poi la notte tutta di lumi accesa e tutta ardente; se i fiumi uscir da le profonde grotte et in sue leggi star ristretto il mare, né quelle udiste mai transgresse o rotte; se ciò vi fu cagion di contemplare quel che ’n questa terrena imagin nostra nostro stato mortal volse esaltare, volgete gli occhi in qua, c’or vi dimostra non quella forma, oimè, non quel colore, che fingean forse i sensi in mente vostra. Piangete il grande esizïal dolore, piangete l’aspra morte e ’l crudo affanno, se spirto di pietà vi punge il core. Per liberarvi da l’antiquo inganno, pende, come vedete, al duro legno, e per salvarvi dal perpetuo danno. Inudita pietà, mirabil pegno, donar la propria vita, offrir il sangue, per cui sol di vederlo non fu degno! Vedete, egri mortali, il volto esangue, le chiome lacerate e ’l capo basso, qual rosa che, calcata, in terra langue. Piangi, inferma natura; piangi, lasso mondo; piangi, alto ciel; piangete, vènti; piangi tu, cor, se non sei duro sasso. Queste man che compuser gli elementi e fermàr l’ampia terra in su gli abissi, volser per te soffrir tanti tormenti. Per te volser in croce esser affissi questi piè, che solean premer le stelle; per te ’l tuo redentor dal ciel partissi. Oh sacro sangue, oh prezïose e belle piaghe, rimedio sol, fidate scorte in tante turbulente, atre procelle; arme, con che l’oscure, orrende porte de l’infernal tiranno ruppe e sparse quel che col suo morir vinse la morte; quel vero sol, che ’n viva luce apparse di giustizia e d’amor, per far più certe le vie che di salute eran sì scarse, et aspettarne con le braccia aperte!