Italian poem
Sonetto II.
Un pezzo di migliaccio malavia ed una fiera bestia ed una a prato avevon tanto un erpice menato, ch’egli era fuor del solco per pazzia. Ma se n’avvidde mona Nencia mia e tese al sole un vaglio ben bucato: un giudeo il vidde e funne sí crucciato, che non vorrebbon piú geometria. Quell’«arri sta», che fanno i paladini, quando vanno a Piacenza coi cestoni, fanno impazzar quei poveri asinini. Perché hanno il capo vuoto, molti arpioni armeggion per calendi e pastaccini, e deston la mattina i dormiglioni. E però i Calicioni s’armon di troppo debole corazza, ch’ogni poco di stretta poi gli ammazza.