Italian poem
VIII (Non mi curo più di te…)
by Lucrezia Tornabuoni (1427–1482)
Non mi curo più di te: Aggio preso forti rami, Non rispondo perchè chiami, Beffe mi farò di te.
O nimico, i’ ò passato Oramai la dubia strada; Gesù mio m’ à liberato, Non istare a quella bada. Grazia ò auto ch’ io non cada, Non provar più l’ esca e gli ami; Non rispondo, perchè chiami, Beffe mi farò di te.
Credesti aver gran faccenda, Con piaceri a me mostrare; Non che ’l mio Signore offenda, Non ci voglio pur pensare. Deh omai lasciami stare! I’ non vo’ più tuo’ richiami; Non rispondo, perchè chiami; Beffe mi farò di te.
Deh omai lasciami stare Con la tua mortal ferita! A’ peccati i’ vo’ pensare Ed a Dio, bontà infinita, Io vo’ metter la mie vita In far tanto che Dio m’ ami. Non rispondo, perchè chiami; Beffe mi farò di te.
Or ne mostra quanto puoi De’ piacer quanti ne sai. Se tu fussi tu e’ tuoi, Da me altro non arai. Deh pel resto sia omai Questi modi falsi e grami! Non rispondo, perchè chiami: Beffe mi farò di te.
Tu se’ stato molto attento Farmi, dico, a Dio lontano. I’ t’ ò fatto malcontento: Or sarebbe morto invano. Dato gli ò nella suo mano L’ alma ch’ a sè la richiami. Non rispondo, perchè chiami; Beffe mi farò di te.