Italian poem
II. - Contento son che 'l cor m'abbiate tolto
O delicie d’amor lustro e bel crine, fronte, sol senza menda, chiaro e lieto, occhi da far il mar a un sguardo queto e rallegrar nel ciel l’alme divine;
guance, rose vermiglie e matutine, labra, al viver d’altrui grato divieto, denti, chiostro d’amor, caro e segreto, vòlto in cui sol beltá pose il suo fine; gola, alabastro puro, ond’io m’avivo, seno e latte in dui pomi freschi accolto, man da legar il mondo e averlo a schivo: parole da svegliar un uom sepolto, accoglienze da far un marmo vivo, contento son che ’l cor m’abbiate tolto.
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