Versos Italian Ludovico Ariosto II. - Desideroso di conformarsi ai...

Italian poem

II. - Desideroso di conformarsi ai...

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Se quella è faticosa e dura prova che da cosa che piaccia e possi aversi di suo proprio voler uom si rinnova, strana è la mia ch’in un desir conversi di cui non cerco il fin né lo vorrei, e n’abbi e giorni e mesi e gli anni persi. Non voglio, perch’io voglio i voler mei conformi a’ vostri e, non volendo voi, voler non voglio e voler non potrei. Esto non voglio e quel medesmo poi cercasse, ancor mi si porria dir scemo de la parte miglior che regna in noi; né mediocre avenga (sic) né supremo premio ne attende (sic); e son quel che fui pria e sarò infin che chiuderò l’extremo; a libera elezion dispona o mia stella fatal mi inchini, io sarò in questa o sia constanzia o pertinacia sia. Diversamente in li animi s’inesta l’opinione per variati rami e par la sua a ciascun vera ed onesta; onde avien che fra noi virtú si chiami un atto, un modo, un operar ch’altrove per publico parer vizio s’infami. Dica quel che gli par ciascun; ché dove perseveranzia sia stimo virtute e vizio l’abbundar di voglie nove; ragion è ben ch’in l’elezion si mute d’un in altro parer; ma, fatta, deve tenersi o sia di danno o di salute.

Vogliovi amar con quel’amor che deve l’amata sua (a) un fortunato amante, che del suo puro amor premio riceve. Né piú risguardo né attendo in ante che satisfare in questo una mia voglia, un proposito mio fermo e costante. Un sperar che nel fin premio si coglia in tutti è piú ne l’amorose imprese; questo è quell’altro affaticar ch’invoglia. Son for del gregge; sol per un cortese e liberale instinto nulla attendo de l’ore in voi servir a drieto spese. Cosí vi dono quante oggi ne spendo e quante a spender n’ho, ch’ampla mercede pur ch’a me stesso satisfaccia prendo; e per farvi di ciò piú ampla fede quanto per lo avenir a patir abbia del mal ch’amor per voi giá mi provede, non esciran piú for di queste labbia, quantunche il grave ardor, chiuso nel petto, m’arda, mi strugga e mi converta in rabbia. Cosí potrò levarvi ogni sospetto ch’i’ cerchi in voi pietá; questo non chieggio, quel che né senza domandar ne spetto; cosí potrò schifar quel ch’ora peggio mi parve in tutto l’amoroso foco, che di quanto per voi soffro e vaneggio aviate sempre onde pigliarvi gioco.