Italian poem
XXIX. - Al ricordo della chioma recisa,...
Qual volta io penso a quelle fila d’oro, che ’l dì mille vi penso e mille volte, piú per error da l’altro bel tesoro che per bisogno e bon iudicio tolte, di sdegno e d’ira avampo e mi scoloro, e il viso ad or ad or e il sen di molte lacrime bagno e di desir mi moro di vendicar de l’empie mani e stolte. Ch’elle non sieno, Amor, da te punite, ti torna a biasmo; Bacco al re de’ traci fe’ costar cara ogni sua tronca vite; e tu, maggior di lui, da queste audaci le tue cose piú belle e piú gradite levar ti vedi, e tel comporti e taci!
More by Ludovico Ariosto
- XXIII. - A Dio, perché lo sottragga,...
- XXIII. - È tempo di svincolarsi dal...
- XXIII. - Smette di scrivere contro di lui perché è troppo lunga impresa
- XXIV. - Eterno sará il tormento che gli...
- XXV. - Compagna è gelosia d'amore
- XXV. - Mirabili le bellezze di lei, piú...
- XXVI. - Amore, che tante vittime ha...
- XXVI. - Da lui ella dovrebbe prendere...