Italian poem
Rassomiglianza
by Luigi Gualdo (1844–1898)
Vidi l'umido labbro e pur procace Lo sguardo per lussuria semispento, E il ciglio pien di volontà tenace E la fermezza del marmoreo mento;
Mirai la linea del profilo altera, La maestà della sua guancia smorta, E dissi: È larva od è figura vera? È viva o dal passato alfin risorta?
Chi è mai? Chi fu?--Ma nuova visïone S'alzò dinnanzi alla mia mente scossa: Era una sala aurata, e più persone In una luce profumata e rossa,
E Lei rividi bella e tenebrosa Versar l'ebbrezza in cesellata coppa E accendere il desir che più non posa Ma vola ognor della Chimera in groppa!
Era l'antica cena di Ferrara, L'amor letale ed il velen dell'orgia... E riconobbi, uscita dalla bara Alla moderna età, Lucrezia Borgia.
XXVII.