Versos Italian Mario Rapisardi Encelado

Italian poem

Encelado

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Cadde il saturnio re, fredda è la mano Che infranse ai figli della terra il petto, Ma senza tempo all’alta pena addetto Giace il Titano.

E non l’ira celeste e de’ captivi Fratelli il fato e il sovrapposto monte Premon così l’indomita sua fronte, Come dei vivi

La Miseria e l’Error, furie gemelle Per cui tanta di mali ombra s’addensa, E di gelido oblio serra un’immensa Onda il ribelle.

Dunque mai non sarà chi dall’indegno Strazio il redima, e la sulfurea mole Spezzando il tragga a riveder del sole Splendido il regno?

Pur ei sotto al tormento immane, quale Granitica ruina immoto resta, Se non che a quando a quando ansa, e la testa Leva immortale.

E se strider quassù nella marea Degli umani conflitti oda un’audace Sfida, o contro un poter bieco e tenace S’armi un’Idea;

O desto a un punto in generosa lotta Arda un popol che ignavo e morto parve, E di preti e di re squallide larve Urlino in rotta;

Fervido allor su la tartarea polve Torcesi il fiero, e dall’etnee fornaci La speranza aspirando, al ciel minaci Fiamme rivolve.