Italian poem
Amor, dacchè ti piace pur ch'io dica
by Matteo Frescobaldi (1297–1348)
Amor, dacchè ti piace pur ch’io dica Quanto natura di virtù corona La donna che mi sprona A farmi di sè servo assai contento. Dico che gentilezza la notrica Naturalmente sovra ogni persona: E questo effetto suona Per tutto l’universo, e io ’l consento: Perchè, quando la miro, nel cor sento Una dolcezza ch’è tanto soave, Ch’io ne ringrazio te, e lei dico — Ave. — È di bellezza adorna costei tanto, Quanto a figura umana si conviene; Chè, a chi la guarda bene, Visibil prova ne dimostra il vero: E non è cor villano non sia affranto; Chè, quando per fortuna a lei s’avviene, Prival d’affanno e pene Tanto che monta di virtute altero; E questa è la cagione perch’io spero Vivere in pace senz’alcun difetto Mirando sempre fiso al suo aspetto. Come fin’ oro a paragon fa prova, Similemente in lei face onestate, D’onde la sua beltate Sormonta innumerabile vittoria. Dunque creder si può che da lei mova Quanto di fè speranza e caritate Onora umanitate, Veggendo lei di tanta fama e gloria; Amor, chi rimarrà in sua memoria Dappoi la fine della nostra vita Ogni virtù l’ha Iddio stabilita. Poscia che data fu al mondo luce Per lo sommo fattor della natura, Sovr’ogni crïatura Di senno e cortesìa costei avanza; Però chi segue lei come sua duce, Iscorge quanto porge dirittura, E fuor di vita oscura Vive sempre giocondo in allegranza. A chi s’accende di falsa speranza Disïando sua vita fuor d’onore, Segue stoltizia e non verace amore. Canzon mia bella pulita ed adorna, Segretamente troverai costei; E quando l’hai parlato ciò che dèi, Prendi da lei commiato, e poi ritorna.