Versos Italian Matteo Frescobaldi Cara Fiorenza mia, se l'alto Iddio

Italian poem

Cara Fiorenza mia, se l'alto Iddio

by (1297–1348)

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Cara Fiorenza mia, se l’alto Iddio, Da cui ogni perfetto ben discende, Non procura e attende Contra la tua veloce e rea fortuna; I’ ti veggio venire a punto, ch’io Già piango per lo duol che’l cor ne prende; Il qual tanto mi offende Che alcun diletto meco non s’aduna: Per te non è chi mova cosa alcuna, Che abbia in sè valor nè alcun bene; E questo è quel perchè ogni mal t’avviene. Come potrestu mai prender salute Contro a’ nemici tuoi che t’hanno morta, Quando dentro alla porta Del tuo bel cerchio ognun fatto è scherano? Chi ti difende ch’abbia in sè vertute? O chi in tante ruine ti conforta, Dov’io ti veggio scorta Per mala guida di consiglio strano? Certo, s’al propio ver noi riguardiàno, Gente non degna d’abitar tuo nido Son la cagion di questo amaro strido. Mentre che fusti, Firenze, adornata Di buoni antichi cari cittadini, i lontani e’ vicini Adorarno el Lione e’ tuoi figliuoli; Ora se’ meretrice pubblicata In ogni parte, in fin tra Saracini. Omè! che tu ruini Pe’ tuo’ peccati in troppi eterni duoli. Deh!, ravvediti ancor; che puoi, se vuoli; E fa’ che tu sia intera e non divisa; E muterai di pianto in dolce risa. Ov’è prudenza fortezza e giustizia E temperanza e l’altre suore loro, Ch’erano el tuo tesoro Quando volevi dimostrar tua possa? Tu l’hai cacciate via con avarizia Con superbia e lussuria, nel cui coro Tu vivi e fai dimoro, Perchè ti rodon le midolla e l’ossa; E non temi giudicio nè percossa, Che t’ha, come tu sai, più e più volte Di molte imprese le vittorie tolte. I’ mi vergogno ben di ciò ch’i’ parlo, Considerando ch’i’ son di te isceso; Ma ’l soperchio del peso Del grave oltraggio che sostien’ m’induce. Se’ tu sì cieca che non vedi el tarlo Cascar dell’ossa tue sanza conteso? Non vedi stare inteso Ciascun vicin per cavarti la luce? Deh!, muoviti a pensar chi ti conduce Ed a che punto se’ per lor difetto, E scorgerai s’è ver ciò ch’io ho detto. Canzona, io so che letta tu sarai Da molti, che la tua sentenzia chiara Parrà lor molto amara, Perchè de’ vizi lor dicendo vai: Ma se tu truovi alcun che sia gentile, Parla con lor; chè non t’avranno a vile.