Italian poem
Ai Reduci Dallo Scioa
Quando spuntar vedrete a l'orizzonte Questo suol benedetto e sospirato E la brezza natia su l'arsa fronte Il bacio vi darà del ben tornato;
Quando in folla calar vedrete al lido I cari vostri a salutar le prore E il dolce vento de la patria, il grido Vi porterà de l'aspettante amore;
Quando nel cor di rimembranze pieno L'impeto cesserà de la tempesta E, consolati, sul materno seno Riposerete alfin la stanca testa;
Se vi parrà d'udir fioco un lamento Che seco il pianto e la tristezza porti Ascoltatelo pur senza sgomento; «Quella è la voce dei compagni morti
Che dice:--«All'avvenir sorridevamo Quando il destino ci portò con lui Ed ecco che con voi non ritorniamo, Noi mal sepolti ne la terra altrui.
Ma, dite, la giustizia alzò il flagello Su gli eroi da poltrona e i paladini? Chi come bestie ci cacciò al macello, Il supplizio subì degli assassini?--»
Voi rispondete:--«Ahimè, dormite in pace Del triste campo nel silenzio enorme! Qui dei delitti la memoria tace, Qui stipendiata la giustizia dorme.
Sovra i tumuli vostri erra feroce La iena e ne la notte urla il leone, Ma gli eroi da poltrona hanno la croce E gli assassini vostri han la pensione».