Italian poem
Ad Un Orologio Guasto
Poi che il pendolo tuo giù penzoloni Non ha più moto ed impotente stà E gl'inutili pesi ha testimoni Della perduta sua vitalità,
Vecchio strumento, m'affatico invano A ridestar l'antica tua virtù; Inutilmente con l'industre mano Tento la molla che non tira più.
Questa tua chiave, che ficcai si spesso Nel suo pertugio, inoperosa è già; Rotto è il coperchio e libero l'ingresso Ad ogni più riposta cavità.
Deh, come baldanzoso un dì solevi L'ora dolce del gaudio a me segnar E petulante l'ago tuo movevi Non mai spossato dal costante andar!
Quante volte su lui lo sguardo fiso Or tengo e penso al buon tempo che fu. Se almen segnasse mezzodì preciso..... Ma sei e mezza!... e non si move più!