Italian poem
A lui
Perchè, mio Bene, se vicin mi siedi Taci e rivolgi gli occhi ai travicelli, Oppur ti osservi attentamente i piedi Quasi credendo di trovarli belli?
Guardami invece gli occhi e leggi e vedi Di quante fiamme il nuovo amor li abbelli; Guardali, non temer, fissali e credi Che prometton ben più ch’io non favelli.
Parla e fa che il timor non vinca e prema Del tuo vergine cor l’immenso affetto: Chi vuol gli amplessi miei, tenti e non tema.
Parla, poichè il mio gaudio, il mio diletto, La mia felicità sola e suprema, Dalla tua lingua, amico mio, l’aspetto.