Versos Italian Olindo Guerrini A Felice Cavallotti

Italian poem

A Felice Cavallotti

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M

Lo so, costano troppo e son piccini, pieni di fregi e d’altre gherminelle, ma son tanto bellini! Piacciono tanto a le donnine belle!

C’è il budellame, già, l’osso che crocchia, anatomie rubate a lo spedale, orgie di carnovale, donne scollate sino a le ginocchia,

c’è tutto quel che vuoi: ma se un po’ d’arte, se un po’ d’ingegno, se un pochin di vita calda, vera, sentita, palpita e ride ne le tenui carte,

non lapidarci, non gridarci abbasso; perchè amammo anche noi, soffrimmo, e il pianto lo tramutammo in canto quando i vecchi giocavano a ’l ribasso.

Non badare a’ trochei se il verso torna, non contar le minuscole a ’l Carducci che in viso a Vanni Fucci de ’l giambo archilocheo squadra le corna.

Tu che di libertà segui la parte, che ne la pugna sua ti sei scagliato non ultimo soldato, non ci negar la libertà de l’arte.

Anche l’arte cammina e per adesso lascia che gli elzevir vadano avanti: se ce n’è de’ calanti, l’arte d’Italia camperà lo stesso.

Sai, sessant’anni fa, quanto spavento, che vaticini orribili e diversi perchè si disse in versi barba a la barba e non l’onor de ’l mento!

L’arte, si disse, casca ruzzoloni: tornano i Goti, i Visigoti e il resto! E dopo tutto questo che cosa capitò? Venne il Manzoni.

S

Q