Italian poem
Nascituro
No, che su zolla sterile Non fu gittato il seme Se, lacerato il solido Guscio che invan lo preme, Esce il rampollo e germina Pei campi o per le aiuole, Schiuso al tepor del sole Sotto al clemente ciel.
No, la bollente gocciola, Plasma del germe umano, Nel sitibondo fornice Non fu scagliata invano Se nel mio fianco turgido, Come in risposta cella, Un’anima novella Veste il corporeo vel.
Oh, alfin potrò conoscerti, Amor santo e sereno Di madre, e roseo stringermi Un pargoletto al seno... Addormentarti, crescerti, Potrò sul grembo anch’io, Sangue del sangue mio, Frutto d’immenso amor!
T’insegnerò a disciogliere I passi e le parole, Ti narrerò, baciandoti, Gl’incanti delle fole, Indi trarremo in giubilo Lungo un campestre calle Seguendo le farfalle E raccogliendo i fior.
Ti guiderò per l’ardue Strade dell’arti prime, L’alto volume aprendoti Delle materne rime; Io sulle illustri pagine Ti condurrò la mano, Io t’aprirò l’arcano Del mondo e del saper.
E allor che il sangue giovane Ti pulserà nel petto E sentirai le trepide Ansie del primo affetto, Sarò al tuo fianco assidua E virilmente fida Consigliatrice e guida Nei dubbi del sentier.
Al focolar domestico Io sarò presso ancora Quando velata e timida Mi condurrai la nuora Che me, benigna pronuba, Dirà perversa e cruda Se nel tuo letto, ignuda Vergin, la spingerò.
E quando i fior del talamo Matureranno i frutti, Ava prudente e provvida Io veglierò per tutti; Poi con le palme tremule Carezzerò i nepoti E a Dio la prece e i voti Per loro innalzerò.
E già mi veggio, debile Vecchia, tra lor seduta Narrar, senza rimpiangerla, La gioventù caduta E i versi miei ripetere A un coro d’innocenti, I versi miei fulgenti Di virtuoso zel.
Ava, così, amorevole E santa educatrice. In mezzo ai biondi pargoli Vivrò lieta e felice, E quando giunga al termine La vita mia modesta, Reclinerò la testa Per ridestarmi in ciel.
Forse ch’io sogno?... Ah, palpita Pur nel mio grembo un vivo E freme e balza e s’agita Or che a lui penso e scrivo... Deh, perchè tardi o nobile Della mia gloria erede? Non sai che la mia fede E l’amor mio sei tu?
Ma intanto?... Ah, un dubbio orribile Mi sta confitto in core. Sento un mister nell’anima Pensando al genitore... Parla, se puoi rispondermi, Tu che doman vivrai; Dimmi, se pur lo sai, Il padre tuo chi fu?