Versos Italian Olindo Guerrini A Giosue Carducci

Italian poem

A Giosue Carducci

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E

e il buffon Mena, da ’l tuo forte schiaffo segnato il viso, le tue laudi canta, ma co ’l pugnale di ferirti cerca dietro le spalle.

Oscenamente dondolando l’anca Bavio spadone d’assalir si vanta l’arte tua bella e di tenerla sotto ferma, domata;

e Lesbia, usata a glubere i nepoti flosci di Remo sotto gli angiporti, getta il tuo libro e con la lingua infame turpe lo dice.

Ecco i nemici, e tra di lor gli onesti, canuti o pigri, che scordar non sanno gli antichi santi, cari a la lontana lor giovinezza.

Ecco il nemico. Destati. Le chiavi, le chiavi d’oro stan ne ’l suo vessillo. Ecco, ne gl’inni lacrimosi invoca papa Leone.

Le forti strofe contro lui saetta, prorompan gl’inni da ’l possente petto, gl’inni civili e il giambo avvelenato come una volta,

e vinceremo. Su ’l sudato campo erigeremo il memore trofeo: la fronda sacra cingerem, Poeta, a la tua fronte.

Intanto Marsia a ’l vergognoso tronco udrà, legato, de ’l trionfo il canto, Marsia che indisse co ’l sottil belato a te la sfida.

Co ’l suo coltello le caprine corna e il vello infame gli trarrem di dosso: ad Evio sacro ne faremo un vasto otre pe ’l Chianti.

A