Italian poem
Agli Eroissimi
Giusti della fallita Apocalissi, Marci Porci Catoni, in questo errai Che delle birberie forse ne scrissi, Ma non ne feci mai.
Oh se n'avessi fatto, e lo potevo, Di che frasche m'avreste incoronata! Un'abiura e tra i grandi anch'io sedevo, Illustre deplorata!
Ma l'arte di lustrar le scarpe ai ladri Curvando il dorso, mi negò natura; Perciò gridate che incitai le madri A strillar di paura.
Chi parla di viltà? Chi con gagliarde Frasi, dopo il caffè, facil tribuno, Povere donne, vi chiamò codarde Perchè vestite a bruno?
Chi fumando in poltrona, empie i giornali Di vendette, di stragi e di rovine, Da la ciambella moderando l'ali Dell'aquile latine?
Chi dei debiti nuovi alla conquista Le apostrofi all'onor guida in falange E soggioga lo Scioa dal liquorista, Insultando chi piange?
Ah, siete voi? Salute o ben pensanti, In cui l'onor s'imbotta e si travasa; Ma dite un po', perchè gridate «avanti!» E poi restate a casa?
Perchè, lungi dai colpi e dai conflitti, Comodamente d'ingrassar soffrite, Baritonando ai poveri coscritti «Armiamoci e partite?»
Partite voi, se generoso il core Sotto al pingue torace il ciel vi diede. O Baiardi, è laggiù dove si muore Che il coraggio si vede,
Non quì, tra le balorde zitellone, Madri spartane di robuste prose, Che chieggon morti per compor corone D'alloro, ahi, non di rose!
Ma no, non partirete! A questi tempi, Se dovesse mancar «la parte sana,» Chi resterebbe a predicar gli'esempi Della virtù romana?
Chi resterebbe a consolar coi detti Le vedove beltà che il bruno adorna? Chi li farebbe i brindisi ai banchetti Per chi parte o chi torna?
Ah, forti Aiaci della guerra a fondo, Ussari della morte, ah, non tentate D'uscir di qui per conquistare il mondo, Perchè, se ve ne andate,
Forse la vigna che godeste voi Fruttar potrebbe ad operai più scaltri... No, restate, restate a far gli eroi Con la pelle degli altri!
QUANDO IL MUNICIPIO DI BOLOGNA FESTEGGIÒ LA B.V. DI S. LUCA ESPONENDO I CENCI ANTICHI PER INVITO DEI CLERICALI MASCHI E FEMINE
Dicono--Gesù mio, quanto schiamazzo Per due vecchi tappeti! Nemmen se ritornassero in Palazzo Gli Svizzeri ed i preti!
I contadini a non vederli esporre Ci credevan birbanti; Sono elettori anch'essi e quando occorre Votan pei ben pensanti.
Che v'importan quei cenci o i Credi fatti Recitar nelle scuole? Siam liberali. Non badate agli atti, Badate alle parole.
Rispondono--I tappeti alla ringhiera Non son stracci e cimosa; Cencio di pochi palmi è una bandiera, Ma vuol dir qualche cosa.
O le liste da chi furono empiute E da chi consigliate? Voi ci diceste; non le abbiam vedute: E pur lo sapevate!
Confessatelo, via, siate leali, Poichè non siete scaltri: Voi pascete di fumo i liberali E d'arrosto.... quegli altri.
Ma v'è chi dice--Ecco, Bisanzio ancora Con le ciarle si regge Dei cento legulei della malora Che gli falsan la legge.
Lasciamoli cianciar del più e del meno, Lasciamoli garrire; Noi guardiamo più in alto, ad un sereno, Ad un santo avvenire.
Noi guardiamo più in alto e questa bassa Miseria non ci tange. Con ben altra eloquenza il cor ci passa La voce di chi piange!
Ma quando il pianto cesserà e verranno Ben altre feste, allora Quelle coltri lassù, riscalderanno Il letto a chi lavora.