Versos Italian Olindo Guerrini Ii

Italian poem

Ii

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Vittima di se stesso e del destino Ecco torna da Buco il cavalier; Carogna tentennante, a capo chino, Tra le gambe gli zoppica il destrier.

L'errore dell'andar, tornando, espia, Poichè la strada pessima trovò Ed il pantan della fetente via Da capo a piedi lo contaminò.

Passa così sotto al veron fiorito Dove la voce dell'amor sentì; Passa e si duol d'avergli preferito Il laido Buco dove imputridì.

«Deh, colline ridenti, ombroso bosco Lieto d'acque perenni e di piacer E voi, labbra di rosa, ora conosco In che guai mi travolse un reo pensier!

Deh, affacciati al veron, tu che m'hai detto --Cavalier, dove vai? Fermati qui!-- Ecco torno pentito, ecco nel petto Col rimorso, l'amor mi rifiorì!»

Uscì la bionda castellana e china Del memore balcone al davanzal, Non vide un cavalier, ma una latrina, Un lurido fantasma intestinal

E disse:--«Alfin la collera celeste, Mossa dal mio pregar, ti castigò! Scortese cavalier, quella è la peste..... Lo spedale è più avanti!... «--E se ne andò.