Italian poem
XII
Io morirò, che la fatal mia sera Volando giunge e il tempo non s’arresta E già la tomba spalancata e nera A divorar la carne mia s’appresta.
Quando tutto ritorna a primavera Io sol non tornerò. Sulla mia testa, Dalla materia mia già tanto altera La maggiorana crescerà modesta.
Là vieni, o donna: il tuo fedel t’invita. Là sulla tomba mia cògli commossa L’erba che amavi dal mio cor nudrita.
Oh, non negarle un bacio, e liete l’ossa, Come a’ tuoi baci già solcano in vita, Fremeranno d’amor dentro la fossa.