Versos Italian Olindo Guerrini XXI

Italian poem

XXI

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Non più lo scherno di Prometeo suona Superbo in faccia al Dio che lo percuote; Non più sfregia i codardi in sulle gote Il verso che flagella e non perdona:

Non più, terror di regi, Eschilo tuona Dalla libera scena e il ferro scuote: Dormono l’ossa del tragedo ignote Lungi dal verde pian di Maratona,

Ma Taide mima, a saziar la fame, Tenta le reni de’ moderni ciacchi Levando il piede nella danza infame;

Ma noi giacciamo nauseati e stracchi Senza un affetto in cor, sul reo letame Di questa sozza età. Noi siam vigliacchi.