Versos Italian Olindo Guerrini XXI

Italian poem

XXI

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È mio quel gallo che alla prima luce coll’ingrato cantar saluta il giorno e già vecchio, spennato e disadorno, pur la cresta insolente al sol produce.

Devasta i seminati e s’introduce tra le siepi a rubar tutto il contorno, indi all’usato sterquilinio intorno le sue galline a razzolar conduce.

Poi quando vien la sera e son già sorte pallide in ciel le prime stelle accese, appollaiato sulle gambe storte

Dice alle sue galline: — «Ora è palese ch’io son tremendo rispettato e forte e la bestia maggior del mio paese!» —

Io penso intanto: «Se tirassi il collo per non vedermi guasto il seminato, a questo gallo vecchio e spennacchiato che quanto mangia più, meno è satollo?

E poi, che ne farò? Se fosse un pollo, benedetto l’arrosto e lo stufato! Ma un demonio malsano ed arrabbiato sul far di questo, non sarà mai frollo.

Lasciamolo campar! Vada all’inferno se lo voglion le volpi o le faine, o, se piace al Signor, viva in eterno!» —

Schiva il gallo così l’ultimo fine e in virtù dello sprezzo e dello scherno, regna sovra i capponi e le galline.