Italian poem
XXIII
O felici del mondo, a cui la sorte porse la chioma fortunata in mano, a cui natura diè l’anima forte, il gaudio della vita, il sangue sano,
improvvisa dal ciel piomba la morte sulla miseria dell’orgoglio umano: col dito traditor segna le porte e chi spera fuggir, lo spera invano;
e là dove il piacer prodiga e spande le voluttà più caramente liete, di quel segno l’orror sembra più grande.
Come un gocciar di lagrime segrete ivi cadono i fior dalle ghirlande, ivi cessa la danza ed entra il prete.