Italian poem
Deh, vergine Maria, che incarnasti
by Pieraccio Tedaldi (1285–1353)
Deh, vergine Maria, che incarnasti del bel figliol per Ispirito santo, e partoristi lui con dolzor tanto, e nove mesi in corpo Io portasti, ed al tuo dolce petto il nutricasti, e lui crescesti in gioco, riso e canto: di poi il piangesti con amaro pianto, e preso e morto in croce tu ’I trovasti; poi, ivi a! terzo giorno, consolata tu fusti de la sua resurressione: cosí consola me, Madre beata, e trámi fuor d’ogni tabulazione, e non guardar secondo mie peccata: misericordia chieggo, e non ragione!