Italian poem
Lasso me, ch'ad un tempo e taccio
by Pietro Bembo
Lasso me, ch’ad un tempo e taccio e grido e temo e spero e mi rallegro e doglio, me stesso ad un Signor dono e ritoglio, de’ miei danni egualmente piango e rido.
Volo senz’ale e la mia scorta guido, non ho venti contrarî e rompo in scoglio, nemico d’umiltà non amo orgoglio, né d’altrui né di me molto mi fido.
Cerco fermar il sole, arder la neve, e bramo libertate e corro al giogo, di fuor mi copro e son dentro percosso.
Caggio, quand’i’ non ho chi mi rileve; quando non giova, le mie doglie sfogo, e per più non poter fo quant’io posso.