Italian poem
LXXII
by Pietro Bembo
Ma romper no l’imagine aspra e cruda;
Ch’or sí or no s’intendon le parole.
Né chi lo scorga v’è se no amor, che mai no ’l lascia un passo.
Onde quant’io di lei parlai né scrissi;
Se gli occhi suoi ti fur dolci né cari.
La nemica figura, che rimane vittoriosa e fera, e signoreggia la virtú che vole, vaga di sé medesma andar mi fane colà dov’ella è vera;
E dice, lassa, che sarà di mene?