Italian poem
Piansi e cantai lo strazio e l'aspra guerra
by Pietro Bembo
Piansi e cantai lo strazio e l’aspra guerra, ch’i’ ebbi a sostener molti e molti anni e la cagion di così lunghi affanni, cose prima non mai vedute in terra.
Dive, per cui s’apre Elicona e serra, use far a la morte illustri inganni, date a lo stil, che nacque de’ miei danni, viver, quand’io sarò spento e sotterra.
Ché potranno talor gli amanti accorti, queste rime leggendo, al van desio ritoglier l’alme col mio duro exempio,
e quella strada, ch’a buon fine porti, scorger da l’altre, e quanto adorar Dio solo si dee nel mondo, ch’è suo tempio.