Italian poem
Se col liquor che versa, non pur stilla
by Pietro Bembo
Se col liquor che versa, non pur stilla, sì largo ingegno, spegner non potete la nova doglia, onde pietoso ardete, perché v’infiammi usata empia favilla,
sperate nel Signor, che pò tranquilla far d’ogni alma turbata, indi chiedete:
tosto averrà, che lieto renderete grazie, campato di Caribdi e Scilla.
Tacquimi già molt’anni, e diedi al tempio la mal cerata mia stridevol canna, e volsi a l’opra, che lodate, il core.
Così fan, che ‘l desir vostro non empio, oblio de l’arte, e quei, che più m’affanna ch’adorne lui, del mio bel nido amore.