Italian poem
Signor, che per giovar sei Giove detto
by Pietro Bembo
Signor, che per giovar sei Giove detto, e sempre offeso giamai non offendi,
da quel folle tiranno or mi difendi, del qual fui cotant’anni e sì suggetto.
Se, per donarmi a te, chiaro disdetto ho fatto a lui, sovra ‘l mio scampo intendi, e perché ‘l fallo mio tutto s’ammendi, col tuo favor tranquilla il mio sospetto.
Di riaprirsi Amor questo rinchiuso fianco, e raccender la sua fiamma spenta cerca: tu dammi, ond’ei resti deluso.
Che l’ardir suo conosco e l’antico uso, e so come scacciato al cor s’aventa, e dentro v’è quando ne pare excluso.