Italian poem
Signor, che parti e tempri gli elementi
by Pietro Bembo
Signor, che parti e tempri gli elementi, e ‘l sole e l’altre stelle e ‘l mondo reggi, et or col freno tuo santo correggi il lungo error de le mie voglie ardenti,
non lasciar la mia guardia e non s’allenti la tua pietà, perch’io tolto a le leggi
m’abbia d’Amor, e disturbato i seggi in ch’ei di me regnava, alti e lucenti.
Ché, come audace lupo suol degli agni stretti nel chiuso lor, così costui ritenta far di me l’usata preda.
Acciò pur dunque in danno i miei guadagni non torni e ‘l lume tuo spegner si creda, con fermo piè dipartimi da lui.