Italian poem
Che speri, instabil Dea, di sassi e spine (Lucas)
CHE speri, instabil Dea, di sassi e spine Ingombrando a’ miei passi ogni sentiero? Ch’io tremi forse a un guardo tuo severo? Ch’io sudi forse a imprigionarti il crine? Serba queste minacce alle meschine Alme soggette al tuo fallace impero, Ch’io saprei, se cadesse il mondo intero, Intrepido aspettar le sue rovine. Non son nuove per me queste contese: Pugnammo, il sai, gran tempo, e più valente Con agitarmi il tuo furor mi rese. Chè dalla ruota e dal martel cadente Mentre soffre l’acciar colpi ed offese, E più fino diventa e più lucente.