Italian poem
E ti par tempo, Eurilla
E Ti par tempo, Eurilla, Di seguitar le Fiere? Ardono i campi Sotto il raggio celeste: aura non spira, Che infiammata non sia; le Fiere istesse Di qualche ombra ospital corrono in traccia. Ah per or della caccia Lascia, lasciar il pensier. Le rose, i gigli Del bel volto d’Eurilla Mertan cura maggior. Credimi, all’ombra Di quest’antro selvoso Meco attendi la notte; e lascia intanto, Che l’indurato a’ faticosi studj Robusto mietitor s’imbruni e sudi. Quì l’infranta onda, che cade, E da’ zeffiri è rapita, Con le fresche sue rugiade Fa l’erbette verdeggiar. Quì si desta e si confonde Dolce suon d’acque e di fronde, Che ne alletta, che ne invita, Che ne sforza a riposar.