Italian poem
Giulio, splendor de' martiri
GIulio, splendor de’Martiri, Di morte sprezzator, Speme, sostegno, amor De’ suoi Divoti: Propizio ah tu dal Ciel D’un popolo fedel Seconda i voti. Tu, che in età sì tenera Eletto a guerreggiar, Non abile a pugnar, Vincer sapesti: Nel nostro imbelle cuor Parte del tuo valor Fa, che si desti. Tu, che per man del Barbaro, Che teco incrudelì, Sull’alba de’ tuoi dì Giungesti a sera: Ne affretta a dar di fè Sull’orme del tuo piè Prova sincera. Tu, che seguace ed emulo De’ prodi Maccabei Conti fra tuoi trofei Lira d’un Empio: Insegnane a soffrir, Accendine a seguir Sì grande esempio. Tu, che d’offrirti in vittima Al sommo eterno Ben D’Isacco avesti in sen Tutto il desio: Fa, che ciascun di noi Offra gli affetti suoi Vittime a Dio. Tu, che d’Abelle il merito Potesti conseguir, E vivere e morir Sempre innocente: Fa, che de’ tuoi candor In noi sfavilli ognor La brama ardente. Tu, che nel Ciel t’illumini Ai rai del primo Ver, E puoi per lui veder D’ogni alma i moti: Propizio ah tu dal Ciel D’un popolo fedel Seconda i voti.