Versos Italian Pietro Metastasio Il Metastasio e il Metastasismo

Italian poem

Il Metastasio e il Metastasismo

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. . . Pur che ben si rida Gonfia il cappuccio e più non si richiede. Ma voi torcete alla religione Tal che fu nato a cingersi la spada, E fate re di tal che è da sermone. O vita intera d’amore e di pace O senza brama sicura ricchezza! Biancheggia in mar lo scoglio, Par che vacilli, e pare Che lo sommerga il mare Fatto maggior di sè; Ma dura a tanto orgoglio Quel combattuto sasso; E ’l mar tranquillo e basso Poi gli lambisce il piè. Quando ruina Colle sue spume La neve alpina Disciolta in fiume Così funesta Per la foresta Forse non va: Qual, se di sdegno Marte s’accende, Con chi l’offende Crudel sarà. . . . . . . . . . a farlo apposta Questa facilità quanto mi costa, Monte decurrem relut amnis imbres Quem super notas altiere ripas Fervei, immensusque ruit profundo Pindarus ore. Fra stupido e pensoso Dubbio così si aggira Da un torbido riposo Che si destò talor; Che des.to ancor delira Fra le sognate foi’me; Che non sa ben se dorme Non sa se veglia ancor. Dovunque il guardo io giro Immenso Iddio ti vedo, Nell’opre tue t’ammiro Ti riconosco in me. La terra, il mar, le sfere Parlan del tuo potere: Tu sei per tutto; e noi Tutti viviamo in te. Buono il credo Ma senza qualità. Grande ma senza Quantità, nè misura. Ognor presente Senza sito e confine: e se in tal guisa Qual sia non spiego, almeno di lui non formo Un’idea che l’oltraggi. . . . . . . . . . . . . Alfìn che mai Esser può questa morte?... Un ben?... S’affretti. Un mal?... Friggasi presto Dal timor d’aspettarlo. Che è mal peggiore. E della vita indegno Chi a lei pospon la gloria. A ciò che nasce. Quella è comun: dell’alma grande è questo Proprio e privato ben. Tema il suo fato Quel vii che, agli altri oscuro, Che ignoto a sè, morì nascendo, e porta Tutto sè nella tomba: ardito spiri Chi può senza rossore Rammentar come visse allor che muore. Perchè bramar la vita?... E quale in lei Piacer si trova?... Ogni fortuna è pena, E miseria ogni età. Tremiam fanciulli D’un guardo al minacciar: siam gioco adulti Di fortuna e d’amor: gemiam canuti Sotto il peso degli anni: or ne tormenta La brama d’ottenere: or ne trafigge Di perdere il timore. Eterna guerra Hanno i rei con sè stessi: i giusti l’hanno Con l’invidia e la frode. Ombre, deliri, Sogni, follie son nostre cure: e quando Il vergognoso errore A scoprir si incomincia, allor si muore.