Versos Italian Pietro Metastasio Giusti Dei, che sarà! Qual si nasconde

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Giusti Dei, che sarà! Qual si nasconde

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GIusti Dei, che sarà! Qual si nasconde Oggi nella mia cetra Genio maligno? Inutilmente io sudo Già lungh’ora a temprarla. Invan le corde Cangio, vibro, e rallento: esse ritrose Sempre alla man, sempre all’orecchio infide Rendono un suon, che mi confonde, e stride. Ma dono vostro, o Muse, Fu questa cetra. Ah! se in un dì sì grande Mi lascia in abbandono, Ripigliate, io nol curo, il vostro dono.

Quella cetra ah pur tu sei, Che addolci gli affanni miei, Che d’ogni alma a suo talento, D’ogni cuor la via s’aprì. Ah sei tu, tu sei pur quella, Clhe nel sen della mia Bella Tante volte, io lo rammento, La fierezza intenerì. Di quanto, o cetra ingrata, Debitrice mi sei! Per farti ognora Più illustre, più sonora, a te d’intorno I dì, le notti impallidi; me stesso Posi in obblio per te; fra le più care Tenere cure mie tal luogo avesti, Che Nice istessa a ingelosir giungesti. Ed oggi... oh tradimento!... ed oggi... Oh Dei Nel bisogno più grande... Ah vanne al suolo, Inutile stromento; Ti calpesti l’armento; T’insulti ogni pastor; sua fragil tela Nel tuo sen polveroso Aracne ordisca; Nè dell’onore antico Orma restando in te... Folle, che dico! Tutta la colpa è mia. Punisce il Cielo Un temerario ardir. Perdono, Augusta; Errai; mi pento; io tacerò. Soggetto Sia questo dì felice A più degno cantor. Sarà più saggio In avvenir chi nel cimento apprese Col suo valore a misurar l’imprese

Non vada un picciol legno A contrastar col vento, A provocar lo sdegno D’un procelloso Mar. Sia nobil suo cimento L’andar de’ salsi umori Ai muti abitatori La pace a disturbar.