Italian poem
Triperuno
Il vago vostro aspetto, onde mi nasce un trepido sperar (qual che voi siate, Signor), deh, in questo errore non mi lasce! O dolce man ed occhi di pietate, (ch'or man i' stringo, ch'or begli occhi veggio), morrò se 'l venir vosco mi negate! Mentre vi guardo e 'nsieme favoleggio, si rasserena e sfassi quella scabbia nel cor giá fatta un smalto e duro seggio. Qual sí fort'ira, qual schiumosa rabbia non ratto cade al viso vostro onesto? E pace mi chiedete in questa gabbia? in questa d'error gabbia chiuso e mesto, privo d'ogni, se non sia il vostro, aiuto, dunque, ch'i' v'ami e doni son richiesto? Amarvi, anzi adorarvi, non refuto; ché, quanto parmi al bel sembiante altéro, amarvi, anzi adorarvi son tenuto.
Summum et maximum mandatum est Deum colere et amare.