Versos Italian Tommaso Crudeli Un lupo tutto pien d'umanità

Italian poem

Un lupo tutto pien d'umanità

by (1702–1745)

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Un lupo tutto pien d’umanità (se se ne trova de’ tali nel mondo) sulla sua crudeltà, ch’esercitava per necessità, fece un pensier di reflession profondo: - Sono odiato - dicea - da chi? da ognuno; comun nemico è ‘l lupo, e cacciatori e cani e pastori e villani s’adunan tutti per la sua rovina, odiano tutti a morte la sua voracità, la sua rapina. Per questo l’Inghilterra fu di lupi spogliata, e per tutta la terra questa misera testa è taglieggiata: e tutto ciò per un asin rognoso, per un putrido castrato, per un can magro e pulcioso, senza i quali potea leggiermente passarla il mio palato. E ben, non mangiam più di queste cose, paschiam piuttosto per le piagge erbose, rompiamci i denti, foriamci i labri, forte rodendo spini pungenti; e se bisogna ancor moriam di fame, la morte è minor male dell’odio universale -. E dicendo così, quattro pastori vide al lor gregge accosto, che tra l’erbette e i fiori si divoravan un agnello arrosto. - Oh - disse tutto allegro - io mi rinfaccio degli agnelli la carne, ecco che i lor guardiani ne mangian essi e poi ne danno a’ cani. Ed io lupo sarò sì scrupoloso che non vorrò mangiarne? No, per Dio, no: sarei troppo pietoso. Passerà l’agnellino, ed io lo sgozzerò; non solamente lui, ma la madre ch’ei poppa, e ‘l padre insieme che lo generò -. Il lupo avea ragione, perché l’uomo a lui parve un animale di tutti il più crudele, che le bestie più quiete ed innocenti si fa passar fra’ denti senza rispetto e senza compassione.