Versos Italian Tommaso Crudeli Tu vuoi ch'io canti, oh dio!

Italian poem

Tu vuoi ch'io canti, oh dio!

by (1702–1745)

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Tu vuoi ch’io canti, oh dio! di che cantar degg’io? forse di tua pietà? Ah che in codesto petto non ebbe mai ricetto altro che crudeltà!

Dunque cantare io voglio di quel superbo orgoglio che intorno al cuor ti sta, al quale io non so come abbia tu posto nome di onor, di castità.

Dunque un diaccio del cuore, un nemico di amore, un odio, un’empietà da te sarà chiamato col nome venerato di bella purità?

Alma disamorata, inumana ed ingrata sempre quella sarà, che vivendo languire, e languendo morire l’amato ben farà.

Ah tu mi giri altera quella pupilla nera, e poi ti volti in là? Ah mio destin perverso, ecco ch’io muto verso, torna, deh, torna in qua!

Bella su notte bruna è l’argentata luna, che per lo ciel sen va. L’altre lucenti stelle tutte apparir men belle l’almo suo raggio fa.

Ma grazioso pastore arse per lei d’amore, e ritrovò pietà; or vedi il giovinetto dolce pigliar diletto di celeste beltà.

Bella è l’alba vermiglia, del sol fulgida figlia, che in orïente appar; al suo venir lucente si fa lieto e ridente il ciel, la terra e il mar.

Or questa dea sì bella amò… ma, mia Nigella, ove ne fuggi tu? Ella è da me sparita: amor porgine aita, oh dio, non posso più!