Italian poem
Socrate un giorno fabbricar facea
by Tommaso Crudeli (1702–1745)
Socrate un giorno fabbricar facea, ed un censor dicea: - Si può egli veder architettura più scempiata di questa? - Uno dal naso lungo e larga testa - Oh dio - dicea, - che povera figura fa quella porta! ditemi: il prospetto può egl’esser più gretto? - Un terzo raffibbiava: - Il cornicione non ha col resto alcuna proporzione -. Ognuno ci trovava qualche cosa da criticar, ma tutti fur d’accordo che la semplice casetta fosse un poco troppo stretta: - Oh dio, che buco! Un ci si volge appena -. - Piacesse al cielo che di veri amici - Socrate allor rispose, - tal quale ell’è, potesse un dì esser piena -. Socrate avea ragione di creder troppo grande per costoro quella piccola e stretta abitazione; ognun si chiama amico, ma balordo è chi sopra un tal nome si riposa: il ben nome d’amico è a ognun comune, ma la vera amicizia è rara cosa.