Italian poem
Quella candida man, che sempre scocca
by Tommaso Stigliani (1573–1651)
Quella candida man, che sempre scocca nel misero mio cor faci e quadrella, or un vil can, ch’ebbe piú amica stella, teneramente lusingando tocca. E quella amorosetta e dolce bocca, ov’ha per me ’l silenzio eterna cella, a lui non ride pur, non pur favella, ma in lui di baci una tempesta fiocca. Deh, perché questi agli amator dovuti soavissimi vezzi, or da te sono concessi, ingrata donna, ai rozzi bruti? Tu sai che chi Zerbin donotti, io sono: or perché a lui tu baci i membri irsuti? Si premia il donatore e non il dono.