Versos Italian Torquato Tasso 238

Italian poem

238

by

Listen in the reader

Or che colui che messaggier fedele Fu de’ nostri sospir, del nostro affetto, Giudice scaltro a terminare eletto Le nostre dolci liti e le querele, Fatto è ad Amor rubello, a noi crudele, Esser ben può ch’io sparga ogni mio detto A l’aria, a’ venti, e nel profondo petto I gran secreti suoi nasconda e cele: Ma ch’io non v’ami sempre e non v’adori Far giammai non potranno oltraggi e sdegni O del cielo d’Amor non che d’uom vile, Né far forse potrà ch’io non disegni In carte il vostro onor con dotto stile E che le vostre chiome non indori.