Italian poem
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Oltre il mar vasto, ove gli aprici campi Scaldano il verno piú temprati soli, Drizzan gli augelli peregrini i voli Per ritornar quando ’l Montone avvampi; Ombra non è che pur ricopra o stampi La terra algente, e i cigni e i lusignoli Tacciono le lor pene e i dolci duoli: Ma io dove ricovro od a quai lampi? Chi tempra la mia bruma? il dolce raggio De’ bei vostri occhi? A questo io mi riparo Senza varcare il mar, passar l’arene: Questo tra nevi e gelo un vago maggio M’infiora sí ch’in suon leggiadro e chiaro Sfido i cigni cantando e le sirene.