Italian poem
Canto quarto
Tutti i numi d’Inferno à se raccoglie L’imperador del tenebroso regno; E per dare a’ Cristiani acerbe doglie Vuol, ch’ usi ognun di lor suo iniquo ingegno. Per lor opra Idraote a crude voglie Si volge, e vuol ch’ Armida al suo disegno Spiani la via, parlando in dolci modi: E sue machine son bellezze, e frodi.
Me n t r e son questi alle bell’opre intenti, Perchè debbano tosto in uso porse; Il gran nemico dell’umane genti Contra i Cristiani i lividi occhj torse, E scorgendogli omai lieti, e contenti, Ambo le labbra per furor si morse, E qual tauro ferito, il suo dolore Versò, mugghiando e sospirando, fuore.
II.
V.
VIII.
XI.
XIV.
XVII.
XX.
XXIII.
XXVI.
XXIX.
XXXII.
XXXV.
XXXVIII.
Essa inchinollo riverente, e poi Vergognosetta non facea parola.
XLI.
XLIV.
XLVII.
L.
LIII.
LVI.
LIX.
LXII.
LXV.
LXVIII.
LXXI.
LXXIV.
LXXVII.
LXXX.
LXXXIII.
LXXXVI.
LXXXIX.
XCII.
XCV.