Versos Italian Torquato Tasso Choro

Italian poem

Choro

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Aminta con un dardo, che tenea Ne la man deſtra, al Satiro auuentoſſi Come un Leone, & io frà tanto pieno M’hauea di ſaſſi il grembo, onde fuggiſſi. Come la fuga de l’altro conceſſe Spatio à lui di mirare: egli riuolſe I cupidi occhi in quelle membra belle, Che, come ſuole tremolare il latte, Ne’ giunchi, ſi parean morbide, e bianche. E tutto’l vidi sfauillar nel viſo; Poſcia accoſtoſſi pianamente à lei Tutto modesto, e diſſe: Ò bella Siluia Perdona à queſte man, ſe troppo ardire È l’appreſſarſi à le tue dolci membra, Perche neceſſità dura le sforza; Neceſſità di ſcioglier questi nodi: Nè queſta gratia, che fortuna vuole Conceder loro, tuo mal grado ſia. Ch.Parole d’ammollir un cor di ſaſſo. Ma, che riſpoſi allhor?     Tir.     Nulla rispoſe, Ma diſdegnoſa, e vergognoſa, à terra Chinaua il viſo, e’l delicato ſeno, Quanto potea torcendoſi, celaua. Egli, fattoſi inanzi, il biondo crine Cominciò à ſuiluppare, e diſſe in tanto: Già di nodi ſì bei non era degno Coſi ruuido tronco: hor, che vantaggio Hanno i ſerui d’Amor? ſe lor commune

Aminta con un dardo, che tenea Ne la man destra, al Satiro avventossi Come un Leone, ed io fra tanto pieno M’avea di sassi il grembo, onde fuggissi. Come la fuga de l’altro concesse Spazio a lui di mirare: egli rivolse I cupidi occhi in quelle membra belle, Che, come suole tremolare il latte, Ne’ giunchi, sì parean morbide, e bianche. E tutto’l vidi sfavillar nel viso; Poscia accostossi pianamente a lei Tutto modesto, e disse: O bella Silvia Perdona a queste man, se troppo ardire È l’appressarsi a le tue dolci membra, Perché necessità dura le sforza; Necessità di scioglier questi nodi: Né questa grazia, che fortuna vuole Conceder loro, tuo mal grado sia. Ch.Parole d’ammollir un cor di sasso. Ma, che risposi allor?     Tir.     Nulla rispose, Ma disdegnosa, e vergognosa, a terra Chinava il viso, e’l delicato seno, Quanto potea torcendosi, celava. Egli, fattosi inanzi, il biondo crine Cominciò a sviluppare, e disse in tanto: Già di nodi sì bei non era degno Così ruvido tronco: or, che vantaggio Hanno i servi d’Amor? Se lor commune

È con le piante il pretioſo laccio? Pianta crudel, poteſti quel bel crine Offender tu, ch’à te feo tanto honore? Quinci con le ſue man le man le ſciolſe In modo tal, che parea, che temeſſe Pur di toccarle, e deſiaſſe inſieme: Si chinò poi, per islegarle i piedi: Ma, come Siluia in libertà le mani Si vide, diſſe in atto diſpettoſo: Paſtor, non mi toccar: ſon di Diana: Per me ſteſſa ſaprò ſciogliermi i piedi. Ch.Hor tanto orgoglio alberga in cor di Ninfa? Ahi, d’opra gratioſa ingrato merto. Tir.Ei ſi traſſe in disparte riuerente, Non alzando pur gli occhi per mirarla, Negando à ſe medeſmo il ſuo piacere, Per torre à lei fatica di negarlo. Io che m’era naſcoſo, e vedea il tutto, Et udia il tutto, allhor fui per gridare: Pur mi ritenni. Hor odi strana coſa. Dopo molta fatica ella ſi ſciolſe; E ſciolta à pena, ſenza dire, À Dio, À fuggir cominciò com’una cerua, E pur nulla cagione hauea di tema, Che l’era noto il rispetto d’Aminta. Ch.Perche dunque fuggiſſi?     Tir.     À la ſua fuga Volſe l’obligo hauer, non à l’altrui Modeſto Amore.     Ch.     Et in queſt’anco è ingrata.

È con le piante il prezioso laccio? Pianta crudel, potesti quel bel crine Offender tu, ch’a te feo tanto onore? Quinci con le sue man le man le sciolse In modo tal, che parea, che temesse Pur di toccarle, e desiasse insieme: Si chinò poi, per islegarle i piedi: Ma, come Silvia in libertà le mani Si vide, disse in atto dispettoso: Pastor, non mi toccar: son di Diana: Per me stessa saprò sciogliermi i piedi. Ch.Or tanto orgoglio alberga in cor di Ninfa? Ahi, d’opra graziosa ingrato merto. Tir.Ei si trasse in disparte riverente, Non alzando pur gli occhi per mirarla, Negando a se medesmo il suo piacere, Per torre a lei fatica di negarlo. Io che m’era nascoso, e vedea il tutto, Ed udia il tutto, allor fui per gridare: Pur mi ritenni. Or odi strana cosa. Dopo molta fatica ella si sciolse; E sciolta a pena, senza dire, A Dio, A fuggir cominciò com’una cerva, E pur nulla cagione avea di tema, Che l’era noto il rispetto d’Aminta. Ch.Perché dunque fuggissi?     Tir.     A la sua fuga Volse l’obligo aver, non a l’altrui Modesto Amore.     Ch.     Ed in quest’anco è ingrata.