Versos Italian Torquato Tasso Canto terzo

Italian poem

Canto terzo

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Giunge a Gerusalemme il campo: e quivi In fera guisa è da Clorinda accolto. Sveglia in Erminia amor Tancredi: e vivi Fa i proprj incendj al discoprir d’un volto. Restan gli Avventurier di duce privi: Ch’un sol colpo d’Argante a lor l’ha tolto. Pietose essequie fangli. Il pio Buglione, Ch’antica selva si recida, impone.

Già l’aura messaggiera erasi desta A nunziar che se ne vien l’aurora: Ella intanto s’adorna, e l’aurea testa Di rose, colte in Paradiso, infiora; Quando il campo, ch’ all’arme omai s’appresta, In voce mormorava alta e sonora, E prevenia le trombe: e queste poi Dier più lieti e canori i segni suoi.

II.

V.

VIII.

XI.

XIV.

XVII.

XX.

Tancredi a che pur pensi, a che pur guardi? Non riconosci tu l’amato viso?

XXIII.

XXVI.

XXIX.

XXXII.

XXXV.

XXXVIII.

XLI.

XLIV.

XLVII.

L.

LIII.

LVI.

LIX.

LXII.

LXV.

LXVIII.

LXXI.

LXXIV.